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 LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....

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MessaggioTitolo: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Dom Ago 12, 2012 4:07 pm

Alle quattro di notte
mi sveglio sudato
sotto il sole abbagliante
di un televisore...
sono stanco di me
e vado a letto vestito,
non ci sono cachet
per quest'altro dolore,
anche lei è una stronza
anche lei non ha pace
prende tutto perchè
non lo sa cosa vuole
e la mia gelosia che diventa feroce
è soltanto una scusa
per farmi del male
e la strada di notte
diventa un imbuto,
ma non è un videogame
che puoi anche sbagliare.
E ho voglia di piangere
e chiedere aiuto,
non ho niente da perdere
e niente da dare
paura d'amare
paura d'amare

Ma la vita nel branco
è una dura lezione
nella trappola dei venditori
di fumo
c'è cascata con me la mia generazione.
Questo mondo non guarda
più in faccia nessuno,
ma perchè per avere bisogna rubare
come poveri diavoli nell'immondizia
una storia di sesso
che sembra un amore
o l'immenso miracolo di un'amicizia

e le pecore ormai
sono già in discoteca,
mentre ballano l'anima non sa che fare
e nel bagno uno squallido W la fica
è soltanto bisogno e paura d'amare
paura d'amare
No bisogna dire no per non morire qui
in questa nostra età di giorni inutili e violenti
no bisogna andare via da questa libertà
da questa ipocrisia guardare avanti e non avere
paura d'amare

Ora basta ora basta con questi lamenti
sono grande lo so devo uscire di gabbia
noi vogliamo dagli altri e non diamo mai niente
ora basta con questi giubbotti di rabbia
come un sogno la notte si scioglie nell'alba
è la storia di sempre bisogna sbagliare
e portare la vita e pagarne la colpa
e trovare ogni giorno il coraggio di avere
paura d'amare
No bisogna dire no e non buttarsi via nell'infelicità
di una vita a fari spenti no la verità non c'è
rinascere si può ognuno ha dentro sé
un grande vuoto da colmare che è soltanto paura d'amare



E’ una canzone che fa riflettere, come fanno riflettere altri tentativi, nella cinematografia o nell’editoria, di descrivere quello che succede quando, davanti ad un sentimento così intenso, affascinante ed anche inspiegabile, ci si blocca nel timore immenso di lasciarsi andare nelle braccia di chi è sempre nei nostri pensieri.
Leggendo ed intepretando i blocchi ed i timori di chi congela il proprio cuore per finire quasi nell’anestesizzarlo, possiamo cominciare col pensare che è logico e consequenziale fuggire di fronte ad un qualcosa che ci ha già messo duramente alla prova, determinando una vera e propria sconfitta affettiva davanti alla quale non possiamo far altro che ‘leccarci le ferite’. Tutti coloro i quali hanno subito una violenza nel cuore o una violenza nel corpo sviluppano, nel tempo, una sorta di ‘corazza’ il cui spessore è commisurato sia al livello di sofferenza provata sia al bagaglio di strumenti in possesso ed il cui utilizzo può aiutare ad elaborare ciò che è accaduto. Il problema diventa allora comprendere quanto tale corazza impedirà, crescendo, di lasciare spazio per offrire a se stessi nuove opportunità e nuove esperienze di contatto amoroso. E’ assai facile infatti assistere a persone che, ferite nel loro più profondo animo, successivamente antepongono la dimensione del corpo a quella del cuore, illudendosi che attraverso il fisico si mettano in gioco emozioni più profonde. O finanche arrivando al paradosso che il corpo diventa esso stesso amore, ‘vendendo’ a poco prezzo tutta la propria totalità dell’essere. Succede allora che la coazione a ripetere di un sesso fine a se stesso, attiva nuovi meccanismi di rinforzo del pensiero che, se mi offro col corpo, ottengo l’altro o l’altra. In questo delicato ma anche sottile gioco di ruoli, chi ne fa le spese è assai spesso la persona che, avendo precedentemente perso fiducia nei sentimenti, si deve quasi accontentare di relazionarsi nella superficie, sapendo che andare oltre significa riprovare il trauma iniziale o perlomeno attivarne il ricordo. Paura d’amare significa anche progettualità futura, condivisione di spazi comuni, gestione di una vita di coppia che possa gratificare le esigenze dell’uno e dell’altro partner. In un mondo sempre più legato alla frenesia, alla fugacità dei rapporti, lavorocentrico, la prospettiva del sentire il proprio cuore ci ha persino fatto sviluppare concetti come “lasciarsi andare alle emozioni”, quasi come se l’emozione fosse un fantasma pericoloso ed aggressivo davanti al quale fuggire. Si ha paura di tutto ciò che non si conosce, ma quando si arriva ad avere il coraggio di accendere la stanza buia del nostro io, a trovare l’interruttore giusto, l’illuminazione determina lo scoprire magari che ciò che è in noi presente, è presente anche nelle volontà di chi è accanto e desidera allo stesso nostro modo condividere. Avere un pizzico di voglia anche di rinunciare al proprio orgoglio, chiedendo aiuto, può anche aiutare a trovare quell’ ‘interruttore’. E, come recita, ancora una volta, al termine della sua canzone, Masini: “…Ora basta ora basta con questi lamenti sono grande lo so devo uscire di gabbia noi vogliamo dagli altri e non diamo mai niente ora basta con questi giubbotti di rabbia …No bisogna dire no e non buttarsi via nell'infelicità di una vita a fari spenti, no la verità non c'è rinascere si può”.
E' una paura tipica delle donne, non a caso, si chiama ANDROFOBIA, ma può colpire anche gli uomini, quando hanno subito una delusione amorosa. E' una patologia caratterizzata dalla paura degli uomini, una paura ossessiva. Degli uomini si colgono solo i difetti e le prepotenze, le disattenzioni e gli egoismi. Nulla servirebbe ad un uomo per conquistare un donna affetta da questa patologia...e viceversa ovviamente. Vi è una sorta di rifiuto del venirsi incontro, non si accetta la diversità. Nei casi più gravi gli psicologi sono arrivati a parlare di anoressia sentimentale, “amoressia” che riguarda sia le donne che gli uomini. L’abitudine a non lasciarsi andare, per non rischiare di essere traditi e poi di soffrire, così il bisogno di affetto si riversa sugli amici o sugli animali domestici. Connell Cowan e Melvyn Kinder, due psicologi che hanno trattato proprio questa situazione, hanno concluso che “Non sono gli uomini ad essere inadeguati, sono le donne a nutrire aspettative distorte e a mostrarsi ipercritiche nei loro confronti. Donne “disadattate”, influenzate dal femminismo, che invece di rassegnarsi a fare una bella psicoterapia, continuavano a cercare di cambiare i loro partner”. E per quanto ad una prima, superficiale lettura, possa sembrare solo una conclusione di tendenza misogina, E' LA TRISTE E PURA REALTA'. Siamo noi donne che non siamo mai contente di come l'uomo si comporta, abbiamo sempre un perchè che non ci soddisfa di lui, è sempre lui che sbaglia, è sempre lui che manca e pretendiamo così di cambiarlo, addomesticandolo al nostro volere. Dimenticando che questo non è amore, ma egoismo. Come ho già scritto in un altro post, è assolutamente naturale per un uomo o una donna trovare difficoltà nell’innamorarsi, soprattutto dopo tanto tempo vissuto come “single”. Anche se le cause di questi timori possono essere svariate, la maggior parte è riconducibile ad una sorta di “meccanismo di difesa” secondo il quale “non amiamo per non soffrire”. Infatti, se una passata delusione d’amore ci ha profondamente ferito, possiamo arrivare al punto di non volerne più sapere d'innamorarci, per il timore di soffrire di nuovo o essere nuovamente delusi.
Altre cause possono essere riconducibili alla paura di dover rinunciare alla libertà: libertà di poter essere, vivere e agire senza dover rendere conto ad un compagno/a. Non dimentichiamoci che amare significa impegnarsi, gettare la maschera esterna che spesso si indossa, rivelare all’altro le nostre debolezze. Ci sono persone che difficilmente vogliono perdere la libertà che il loro status di “single” comporta e dunque vivono una profonda difficoltà nell’intrecciare relazioni sentimentali. Dopo che ha superato l’iniziale difficoltà e il timore di lasciarsi andare a un sentimento “sopito” da tempo, l’individuo che intreccia di nuovo una relazione sentimentale vive emozioni profonde e appaganti che lo fanno sentire ancora una volta “vivo”. Dal punto di vista del benessere psicologico questo “tsunami emotivo” è assolutamente positivo in quanto stimola la persona a riaffacciarsi alla vita, a sentirsi amata e stimolata nell’agire, nel divenire e nel credere ancora. La possibilità di credere un' altra volta nell’amore è un ingrediente prezioso per l’equilibrio psichico dell’individuo. Nel momento in cui la persona percepisce la sua insicurezza di fronte alla possibilità di intrecciare un nuovo rapporto, non dovrebbe mai fuggire dinanzi a questa paura, bensì cercare di comprenderne le ragioni. Laddove non ce la facesse da sola, la persona che ha “paura d’amare” dovrebbe ricorrere all’aiuto di un esperto insieme al quale capire l’origine dei timori e soprattutto individuare le modalità più funzionali per uscire da questa condizione di “solitudine forzata”. La paura d'amare non si avverte, ma sotto sotto ci guida e ci fa scappare dalle più belle occasioni che la vita ci propone. Una persona è pronta ad amre nuovamente, quando si libera dal passato, cioè quando il suo animo è sereno ed i ricordi non affiorano più nella memoria, ma rimangono chiusi in un cassettino dedicato. Fotografie, musiche, canzoni e ricordi non causano più alcuna nostalgia del passato, la mente è serena ed il carattere è sorridente ed aperto. Per vedere se l'ex è stato rimosso dalla propria vita, bisogna chiedersi se si ritornerebbe insieme a lui/lei. Se la risposta è fortemente negativa, allora si è pronti per pensare al futuro, aprendo il cuore e vivendo una vita nuova. Se è fortemente positiva, nonostante le nostre parole, il cuore ci dice che siamo ancora legati a quella persona e la desideriamo. Se si è titubanti, non siamo ancora pronti nè per lasciare alle spalle, nè per amare qualcunaltro. Il desiderio di impegnarsi nuovamente implica che una persona sia pronta ad avere un'altra relazione importante e ciò avviene solo quando ogni traccia del passato non sussiste più e le ferite sono state tutte completamente ricucite. In questo caso non c'è nessun motivo per non buttarsi in una nuova storia: solo così ci si potrà prendere una bella rinvicita, NON VERSO L'EX PARTNER, MA VERSO SE STESSI!!!
E la paura d'amare non va confusa con il mal d'amore, conosciuto in psicologia come PHILOFOBIA. Amare è un po’ come denudarsi, mostrarsi nel proprio intimo, mostrare le proprie miserie, gettare la maschera che siamo soliti mostrare in pubblico e che spesso denuncia la nostra forza, il nostro potere, nel lavoro, nella Società. Ma gettare la maschera potrebbe mostrarci deboli….e questo non lo vogliamo! Riassume così Cesare Pavese il suo aforisma, “Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.” E questo “nulla” è quello che non vorremmo o che qualcuno di noi, per lo meno, non vorrebbe mai dimostrare per non sentirsi improvvisamente indebolito all’occhio di un altro/a; lo scotto di un comportamento del genere è quello che gli psicologi chiamano Philofobia, ovvero, la paura di amare, una situazione non da poco che può sconfinare nella vera e propria patologia, lo dimostra il corollario di sintomi cui un individuo, uomo o donna, poco importa, può incorrere nei casi più impegnativi che sfociano nella psicopatologia e che si manifestano anche a livello organico con sintomi importanti rappresentati da sudorazione profusa, crisi d’ansia ricorrenti, insonnia, dispnea, in alcuni casi anche forme depressive magari slatentizzate.
Se andiamo a fondo della questione, individui che costellano ogni storia di amore nascente con meccanismi di questo tipo, generalmente, nel loro lontano passato potrebbero avere avuto un rapporto conflittuale coi genitori, dai quali si sono sentiti, a torto o a ragione, ma quasi sempre a ragione, poco amati, se non addirittura rifiutati e questa paura nel tempo di dare amore e di ricevere nulla, se non umiliazioni, a volte, li lacera dentro come una ferita mai rimarginata che finisce per aprirsi tutte le volte che si creano i presupposti per un amore nascente, per un innamoramento che potrebbe facilmente tramutarsi in un amore, in un’unione. Ma è più frequente, nella persona affetta da Philofobia riscontrare qualcosa di più recente nella sua vita che riconduce il suo comportamento a cause reattivo-situazionali; ahinoi…. chi dall’altro lato sperimenta situazioni del genere verificando o cercando di intraprendere una relazione con una persona philofobica sa bene di che si parla (e la sottoscritta sa bene di cosa si parla quando si dice relazione con una persona phlifobica) Apparentemente è tutto normale, i due si piacciono e l’uno mostra interesse per l’altro, preludendo il tutto ad un'unione nascente che trova spunti e spinte proprio da quell’unione di pensiero, quegli interessi comuni, quell’empatia reciproca che farebbe immaginare un futuro sereno per le due persone. Ma è a questo punto che la persona affetta da latenti se non manifeste forme di Philofobia mette in atto meccanismi di difesa, che l’altra persona non capisce; insomma la persona scappa e spesso senza accampare giustificazioni, dirada gli incontri, le telefonate, cambia numero per non essere cercata e fa intendere di non volerne sapere più di quella possibile relazione assumendo, a volte, persino un comportamento aggressivo, che finisce per spaventare e scoraggiare il suo interlocutore incredulo, per quanto sia avvenuto. La persona afflitta da forme di Philofobia, pur potendo manifestare soltanto qualcuno degli aspetti di questa forma di fobia, mette in atto, insomma, dei meccanismi di difesa apparentemente assurdi, visto che se da una parte costella con risposte compensatorie questa sua ritenuta defaillance nell’essersi esposta a questa possibile storia d’amore, mostrando quella debolezza che l’aveva portata a “gettare la maschera”, ricordando l’aforisma di Cesare Pavese, dall’altra finisce per potenziare la sua attività lavorativa assumendo sempre nuovi incarichi, spesso le persone più esposte a tale disagio sono uomini e donne in carriera o apparentemente appagati nella proprio lavoro per lo più di alta responsabilità, impegnandosi e, a volte, raggiungendo risultati ancora più eccelsi, fermo il fatto poi di trovarsi, generalmente a fine giornata lavorativa o nei giorni di riposo lavorativo, schiacciati dalla paura di non aver scelto e chissà, di avere perso l’opportunità di non aver dato seguito a quella persona della quale lei/lui stesso stavano per innamorarsi, pentiti quasi sempre per aver confessato il proprio amore nascente nei suoi riguardi. Ecco dunque assistere a quel corollario di sintomi, come sopra accennati, in cui l’ansia, persino patologico, sembra quasi prendere di più il sopravvento.
Dunque un meccanismo complesso è quello che si scatena in una persona che in forme diverse e con gravità differenti soffra di Philofobia. Le cause di una patologia come queste possono anche albergare in individui che abbiano sofferto una relazione chiusasi anche da tempo e rispetto alla quale non hanno mai ricucito quella delusione sofferta. Da una parta, infatti, la persuasione che quell’amore conclusosi anche parecchio tempo prima rimane unico e irripetibile costringendo queste persone in una posizione di sospensione, attaccati come sono a quel passato che continua a lusingarle per certi aspetti e per schiacciarle dall’altro, ma nello stesso tempo protesi come si è verso il futuro senza mai essersi affrancati dal dolore di ieri. Ed è qui che nasce la confusione con l'Androfobia Wink Per prima cosa non serve fuggire, chiudendo la porta ad una nuova possibilità d’amare; insistere ostacolando una nuova unione finisce per innescare un meccanismo di paure che si rincorrono e che rafforzano l’angoscia. Per far ciò, non bisogna sperimentare una nuova unione, anticipandone inconsciamente l’esito nefasto che potrebbe avere e dunque per riuscire a scongiurare tale pericolo, l’individuo dovrà accuratamente evitare di fare continui paragoni con la storia passata che l’aveva visto sofferente nella situazione venutasi a creare, con la consapevolezza, spesso sbagliata, di ripercorrere lo stesso dolore con una nuova persona. Nessuna storia è uguale a quella che l’abbia preceduta, perché nessuna persona è uguale alla prima.
Un errore da non fare è quello di tacere al possibile nuovo partner le proprie paure; è inaspettata infatti la possibilità che il clima di fiducia che si vada istaurando possa finire per far crollare quel castello di paure che insistono forte nella mente della persona afflitta dal problema.
Insomma, spesso siamo angeli con una sola ala, per spiccare il volo dobbiamo volare abbracciati e chissà che l’altra ala perfettamente in linea con la nostra, non si ritrovi proprio nella persona dalla quale ostinatamente rifuggiamo. Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes
A questo punto faccio un'altra mia digressione, che stupirà qualcuno Wink tra amore e sesso, in una coppia, non c'è differnza, sono le due facce della stessa medaglia. Per anni, culturalmente, il sesso ha rappresentato per gli esseri umani il modo più eclatante e diretto per manifestare il desiderio di raggiungere l’altro/altra, veicolando emozioni, percezioni, piaceri che offrono opportunità di conoscenza profonda. Allo stesso modo, è sempre stata forte nel genere umano, la necessità di inserire in categorie specifiche, altrettanto specifiche sensazioni, poiché siamo esseri desiderosi di concretezza, ma soprattutto di delimitare con confini i nostri vissuti. Esiste poi una capacità, presente in ognuno di noi, di trasformare, a livello di pensiero, un concetto in immagine. Ecco che pronunciare la parola “sesso”, psicologicamente, prima che creare un’associazione al “sesso maschile” e al “sesso femminile”, realizza l’immagine di qualcosa di privato, di intimo, che genera curiosità e volontà di scoperta. E’ risaputo che molti inseriscono questa parola in annunci di vario genere, in grande evidenza, proprio perché questo genera quantomeno la curiosità e l’avvicinamento all’annuncio stesso. Oppure vediamo programmi televisivi che mirano proprio a soddisfare il desiderio di scoprire cosa c’è dietro l’intimità di una persona. Laddove esiste però una volontà condivisa di donare/ricevere, il sesso è comunque anche una forma di manifestazione dell’amore, perché il piacere, che deriva dall’unione di due corpi, è testimonianza di un trasporto fisico e mentale. Esiste poi un altro aspetto, evidenziabile nella realtà odierna, dove l’affermazione ‘fare sesso’ viene vissuta differentemente dal ‘fare l’amore’. Le parole hanno un peso e la bilancia, grazie alla quale possiamo pesarle, non è sempre tarata allo stesso modo perché ognuno di noi è portatore di un bagaglio eterogeneo di esperienze e di educazione. Alcuni studiosi di Prossemica (Hall E. T., 2001; Grane D., Russell J., Griffin W., 1983), parlano di ‘Bolla Sociale’ quando definiscono lo spazio che circonda ognuno di noi, i cui confini ci aiutano a capire quanto siamo disposti ad avvicinarci al nostro prossimo. Questi limiti cambiano in relazione alle differenze sessuali, alle culture di appartenenza, ai confini che ci sono stati imposti in famiglia o a scuola. Quello che dovrebbe stabilirsi, tra uomo e donna è una sorta di ‘intimità mentale’, un "far l'amore col cervello", prima di tutto. Indipendentemente, tra l'altro, dalla questione sessualità.
Capire, entrare discretamente nei rispettivi mondi, gioire della diversità, come anche degli aspetti condivisi, provvede a rendere un qualsiasi 'incontro', unico e speciale. E’ altrettanto vero che pure comprendere la diversità fisiologica, biologica, anatomica rende un incontro rispettoso e pieno di amore. Ancora una volta sono la ''capacità di ascolto'', di “dare e darsi tempo”, di “osservare per capire”, gli ingredienti opportuni affinché, anche un incontro sessuale, possa diventare un incontro di reale condivisione del piacere e del desiderio.
Rompere il meccanismo frenetico (che tra l'altro fa bene anche per ridurre ansia e stress), equivale a rendere il nostro Io capace di comprendere, nel senso di ''prendere insieme'', emozioni altrimenti dimenticate. E da qui, vi dico che bisogna fare attenzione ad un'altra trappola tesa dalla paura d'amare: la troppa gelosia è un incentivo al tradimento!!!
L'uomo tradisce. Lo fa per gioco, per curiosità, per passatempo, per dovere sociale, perché ha bisogno di più sesso, perché non rischia conseguenze gravi, o almeno così dice. Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes In realtà, l'uomo tradisce perché così sembra chiudere la sua struttura, geneticamente costruita per incentivare la propagazione della specie; tradisce perché ha più familiarità con l'attività sessuale rispetto alla donna e perché vuole separare sesso da amore e tenerezza, quando la somma di questi due fattori appare come un insieme pericoloso. L'uomo tradisce quando vede nella partner una mamma, dalla quale ricevere qualcosa e ciò richiama il tabù dell'incesto. L'uomo tradisce perché vede nella partner una figlia e non può affidarle i propri stati emotivi negativi, perché non c'è mai tempo per lui; e soprattutto, l'uomo tradisce ...... perché la partner lo spinge in questa direzione con la sua gelosia eccessiva.
Anche la donna tradisce. E lo fa per noia, perché spera di sentirsi capita e condivisa, perché con l'amante può parlare, per vendetta, per amore. O almeno così dice. Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes In realtà la donna tradisce perché non sa di aver bisogno di sesso quanto un uomo e non sa come fare col partner. Tradisce perché investe nel partner eccessive aspettative di tipo paterno e sente il divieto dell'incesto. Perché vede nel partner un figlio troppo richiedente e vuole invece sesso per sé e non per lui. Tradisce perché si illude di trovare tenerezza. La donna lo fa perché sa di poterlo fare senza che il partner se ne accorga e perché questo crea pressioni con la sua gelosia eccessiva. E soprattutto, la donna tradisce perché cerca l'amore e non è capace di costruirsi una buona risposta del partner. Infine, la donna tradisce e spesso impara qualcosa in più sul sesso.
Alla base, l'uomo e la donna, quando c'è tradimento, fanno la stessa cosa, ma la chiamano con due modi diversi: fare l'amore è quello che fanno tutte le donne mentre un uomo fa sesso con loro. E dopo aver dato alla stessa cosa due nomi diversi, non sono capaci di ottenere dal partner ciò che effettivamente, di volta in volta, vogliono.


L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà. (Hermann Hesse)



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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Dom Ago 12, 2012 5:04 pm

Ecco, a leggere tutte queste cose, che sono anche belle e giuste, finisce che mi sento una schifezza e che non avrò mai un bel niente, non realizzerò mai una bella storia d'amore e di unione! Crying or Very sad La perfezione è sempre troppo lontana..e anche l'eccellenza.

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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Dom Ago 12, 2012 6:10 pm

Adoro questa frase: Quello che dovrebbe stabilirsi, tra uomo e donna è una sorta di ‘intimità mentale’, un "far l'amore col cervello".
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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Dom Ago 12, 2012 6:17 pm

Acquamarina ha scritto:
Ecco, a leggere tutte queste cose, che sono anche belle e giuste, finisce che mi sento una schifezza e che non avrò mai un bel niente, non realizzerò mai una bella storia d'amore e di unione! Crying or Very sad La perfezione è sempre troppo lontana..e anche l'eccellenza.

La perfezione non è di questa terra acquolina mia I love you I love you I love you I love you I love you I love you I love you "Conoscere non è abbastanza; dobbiamo mettere in pratica ciò che sappiamo. Nemmeno volere è abbastanza; dobbiamo fare" come diceva Johann Wolfgang Goethe

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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Dom Ago 12, 2012 6:21 pm

giada ha scritto:
Adoro questa frase: Quello che dovrebbe stabilirsi, tra uomo e donna è una sorta di ‘intimità mentale’, un "far l'amore col cervello".

Wink

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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Mer Ago 15, 2012 9:48 pm

Ma come mai oggi rileggendo dei post scritti da te mi vengono in mente frasi dette da Pier?
Ho ricordato un'altra cosa che Pier mi ha detto un giorno e cioe che lui vuole essere preso da una donna piu mentalmente che fisicamente ed e' cio che e' successo con me...Di donne belle ne ha conosciute ma non ha mai tradito la moglie perche non era coinvolto mentalmente,invece con me ce questo coinvolgimento mentale che lo intriga...oltre che fisico Wink

Mi sa che ho trovato l'uomo con il quale riuscire anche a "far l'amore col cervello".. Wink


ps....si,me lo hanno mandato gli Angeli a sto qui....
Sai Dolcissima vorrei raccontarti un episodio che mi e' successo la prima volta che ho baciato Pier (niente di piccante Laughing Laughing Laughing ) ma semplicemente che quando lo baciavo ho pensato agli angeli e li ringraziavo...non l'ho mai detto perche sinceramente mi vergognavo un po di dirlo e non vorrei essere presa per pazza....
Ma ci sono troppe cose che te dici e scrivi che Pier condivide con te e quindi credo proprio che sia un loro dono sicuramente.. Wink
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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Mer Ago 15, 2012 10:23 pm

ciao Lunetta...che devo dire io che in pratica "" faccio l'amore col cervello"sempre.. Evil or Very Mad ?...
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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Gio Ago 16, 2012 9:08 am

Magnolia non mi sembra te lo faccia sempre... Laughing Laughing Laughing
perche non provi a rilassarti e a non pensare a quanto lo fai o non lo fai..ma ti godi i momenti con lui..Te a differenza di me vivi un po di quotidianita con lui, vivi le cose semplici io no..Io vorrei tanto andare al cinema con lui,fare un viaggio con lui,passeggiare con lui, cenare con amici con lui ecc....ma non mi e' possibile e tutto cio mi manca tanto...
Quando ci vediamo ci sono scintille tra noi in tutti i sensi ma vivere un amore alla luce del sole e con tutti i gesti che la vita ti offre non e' da poco... Wink
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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Gio Ago 16, 2012 9:56 am

hai ragione giadina ...vedrai che avrai tutto prima di quanto tu creda...un abbraccio


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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Gio Ago 16, 2012 10:13 am

giada ha scritto:
Ma come mai oggi rileggendo dei post scritti da te mi vengono in mente frasi dette da Pier?
Ho ricordato un'altra cosa che Pier mi ha detto un giorno e cioe che lui vuole essere preso da una donna piu mentalmente che fisicamente ed e' cio che e' successo con me...Di donne belle ne ha conosciute ma non ha mai tradito la moglie perche non era coinvolto mentalmente,invece con me ce questo coinvolgimento mentale che lo intriga...oltre che fisico Wink

Mi sa che ho trovato l'uomo con il quale riuscire anche a "far l'amore col cervello".. Wink


ps....si,me lo hanno mandato gli Angeli a sto qui....
Sai Dolcissima vorrei raccontarti un episodio che mi e' successo la prima volta che ho baciato Pier (niente di piccante Laughing Laughing Laughing ) ma semplicemente che quando lo baciavo ho pensato agli angeli e li ringraziavo...non l'ho mai detto perche sinceramente mi vergognavo un po di dirlo e non vorrei essere presa per pazza....
Ma ci sono troppe cose che te dici e scrivi che Pier condivide con te e quindi credo proprio che sia un loro dono sicuramente.. Wink

Gli Angeli esaudiscono sempre le nostre preghiere ed hai fatto bene a ringraziarLi Smile non è stata un caso l'emozione che hai provato, nè è un caso che io dica cose condivise da Pier Wink

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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   Gio Ago 16, 2012 10:14 am

Magnolia ha scritto:
ciao Lunetta...che devo dire io che in pratica "" faccio l'amore col cervello"sempre.. Evil or Very Mad ?...

Tempo al tempo sorellona....impara a conoscerlo in tutte le sue sfumature, arriverà così il giorno in cui conoscerai anche la sua sfera più tipicamente intima Wink

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Non cercare la via per vincere gli altri, ma per vincere te stesso...ossia... non cercare fuori di te quello che sta in te. Luna
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MessaggioTitolo: Re: LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....   

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LA PAURA D'AMARE E I SUOI DANNI....
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