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Dove la magia è amore universale, umiltà e ascolto...la magia svelata, per il benessere dell'anima.E' come se in un attimo sbocciasse la vita, laddove prima c'erano solo silenzio ed immobilità.
 
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 10 DICEMBRE 2013

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DolceLuna
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MessaggioTitolo: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 8:12 am

FRASE DI NATALE

A tutti quelli che credono di essere invisibili auguro un Natale pieno di specchi, in cui le luci di questa festa riflettano l'immagine di coraggio, sensibilità e amore che essi vedono ogni giorno!

IMMAGINE DI NATALE


POESIA DI NATALE

NATALE OGGI!
di Augusto Torre

Le luci variopinte,
nei negozi
battono strade illuminate
al neon,
sovraffollate.
La gente ha fretta
non può stare
un minuto a pensare
ad ascoltare il cuore.
“Per mamma questo
e quest’altro per il nonno,
un pacchetto modesto
per il tale
così sarà contento
il giorno di Natale”.
E’ tutto bene in mostra,
già scelto
impacchettato,
infiocchettato,
così bene, ch’è peccato
aprirlo, e lo si acquista
così confezionato.
Che ci sarà?
Doppia sorpresa: a chi lo riceve
a chi lo dà.

STORIA DI NATALE PER RIFLETTERE

IL DONO DI NATALE di Grazia Deledda

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.
Era una festa eccezionale, per loro, quell'anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.
Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.
E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.
Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena ucciso che doveva servire per la cena.
Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte, parevano disegnate su di un cartone bianco, e la chiesa, sopra un terrapieno sostenuto da macigni, circondata d'alberi carichi di neve e di ghiacciuoli, appariva come uno di quegli edifizi fantastici che disegnano le nuvole.
Tutto era silenzio: gli abitanti sembravano sepolti sotto la neve.
Nella strada che conduceva a casa sua, Felle trovò solo, sulla neve, le impronte di un piede di donna, e si divertì a camminarci sopra. Le impronte cessavano appunto davanti al rozzo cancello di legno del cortile che la sua famiglia possedeva in comune con un'altra famiglia pure di pastori ancora più poveri di loro. Le due casupole, una per parte del cortile, si rassomigliavano come due sorelle; dai comignoli usciva il fumo, dalle porticine trasparivano fili di luce.
Felle fischiò, per annunziare il suo arrivo: e subito, alla porta del vicino si affacciò una ragazzina col viso rosso dal freddo e gli occhi scintillanti di gioia.
- Ben tornato, Felle.
- Oh, Lia! - egli gridò per ricambiarle il saluto, e si avvicinò alla porticina dalla quale, adesso, con la luce usciva anche il fumo di un grande fuoco acceso nel focolare in mezzo alla cucina.
Intorno al focolare stavano sedute le sorelline di Lia, per tenerle buone la maggiore di esse, cioè quella che veniva dopo l'amica di Felle, distribuiva loro qualche chicco di uva passa e cantava una canzoncina d'occasione, cioè una ninnananna per Gesù Bambino.
- Che ci hai, qui? - domandò Lia, toccando la bisaccia di Felle. - Ah, il porchetto. Anche la serva del fidanzato di tua sorella ha già portato il regalo. Farete grande festa voi, - aggiunse con una certa invidia; ma poi si riprese e annunziò con gioia maliziosa: - e anche noi!
Invano Felle le domandò che festa era: Lia gli chiuse la porta in faccia, ed egli attraversò il cortile per entrare in casa sua.
In casa sua si sentiva davvero odore di festa: odore di torta di miele cotta al forno, e di dolci confezionati con buccie di arance e mandorle tostate. Tanto che Felle cominciò a digrignare i denti, sembrandogli di sgretolare già tutte quelle cose buone ma ancora nascoste.
La sorella, alta e sottile, era già vestita a festa; col corsetto di broccato verde e la gonna nera e rossa: intorno al viso pallido aveva un fazzoletto di seta a fiori; ed anche le sue scarpette erano ricamate e col fiocco: pareva insomma una giovane fata, mentre la mamma, tutta vestita di nero per la sua recente vedovanza, pallida anche lei ma scura in viso e con un'aria di superbia, avrebbe potuto ricordare la figura di una strega, senza la grande dolcezza degli occhi che rassomigliavano a quelli di Felle.
Egli intanto traeva dalla bisaccia il porchetto, tutto rosso perché gli avevano tinto la cotenna col suo stesso sangue: e dopo averlo consegnato alla madre volle vedere quello mandato in dono dal fidanzato. Sì, era più grosso quello del fidanzato: quasi un maiale; ma questo portato da lui, più tenero e senza grasso, doveva essere più saporito.
- Ma che festa possono fare i nostri vicini, se essi non hanno che un po' di uva passa, mentre noi abbiamo questi due animaloni in casa? E la torta, e i dolci? - pensò Felle con disprezzo, ancora indispettito perché Lia, dopo averlo quasi chiamato, gli aveva chiuso la porta in faccia.

Poi arrivarono gli altri fratelli, portando nella cucina, prima tutta in ordine e pulita, le impronte dei loro scarponi pieni di neve, e il loro odore di selvatico. Erano tutti forti, belli, con gli occhi neri, la barba nera, il corpetto stretto come una corazza e, sopra, la mastrucca.
Quando entrò il fidanzato si alzarono tutti in piedi, accanto alla sorella, come per far davvero una specie di corpo di guardia intorno all'esile e delicata figura di lei; e non tanto per riguardo al giovine, che era quasi ancora un ragazzo, buono e timido, quanto per l'uomo che lo accompagnava. Quest'uomo era il nonno del fidanzato. Vecchio di oltre ottanta anni, ma ancora dritto e robusto, vestito di panno e di velluto come un gentiluomo medioevale, con le uose di lana sulle gambe forti, questo nonno, che in gioventù aveva combattuto per l'indipendenza d'Italia, fece ai cinque fratelli il saluto militare e parve poi passarli in rivista.
E rimasero tutti scambievolmente contenti.
Al vecchio fu assegnato il posto migliore, accanto al fuoco; e allora sul suo petto, fra i bottoni scintillanti del suo giubbone, si vide anche risplendere come un piccolo astro la sua antica medaglia al valore militare. La fidanzata gli versò da bere, poi versò da bere al fidanzato e questi, nel prendere il bicchiere, le mise in mano, di nascosto, una moneta d'oro.
Ella lo ringraziò con gli occhi, poi, di nascosto pure lei, andò a far vedere la moneta alla madre ed a tutti i fratelli, in ordine di età, mentre portava loro il bicchiere colmo.
L'ultimo fu Felle: e Felle tentò di prenderle la moneta, per scherzo e curiosità, s'intende: ma ella chiuse il pugno minacciosa: avrebbe meglio ceduto un occhio.
Il vecchio sollevò il bicchiere, augurando salute e gioia a tutti; e tutti risposero in coro.
Poi si misero a discutere in un modo originale: vale a dire cantando. Il vecchio era un bravo poeta estemporaneo, improvvisava cioè canzoni; ed anche il fratello maggiore della fidanzata sapeva fare altrettanto.
Fra loro due quindi intonarono una gara di ottave, su allegri argomenti d'occasione; e gli altri ascoltavano, facevano coro e applaudivano.
Fuori le campane suonarono, annunziando la messa.
Era tempo di cominciare a preparare la cena. La madre, aiutata da Felle, staccò le cosce ai due porchetti e le infilò in tre lunghi spiedi dei quali teneva il manico fermo a terra.
- La quarta la porterai in regalo ai nostri vicini - disse a Felle: - anch'essi hanno diritto di godersi la festa.
Tutto contento, Felle prese per la zampa la coscia bella e grassa e uscì nel cortile.
La notte era gelida ma calma, e d'un tratto pareva che il paese tutto si fosse destato, in quel chiarore fantastico di neve, perché, oltre al suono delle campane, si sentivano canti e grida.
Nella casetta del vicino, invece, adesso, tutti tacevano: anche le bambine ancora accovacciate intorno al focolare pareva si fossero addormentate aspettando però ancora, in sogno, un dono meraviglioso.
All'entrata di Felle si scossero, guardarono la coscia del porchetto che egli scuoteva di qua e di là come un incensiere, ma non parlarono: no, non era quello il regalo che aspettavano. Intanto Lia era scesa di corsa dalla cameretta di sopra: prese senza fare complimenti il dono, e alle domande di Felle rispose con impazienza:
- La mamma si sente male: ed il babbo è andato a comprare una bella cosa. Vattene.
Egli rientrò pensieroso a casa sua. Là non c'erano misteri né dolori: tutto era vita, movimento e gioia. Mai un Natale era stato così bello, neppure quando viveva ancora il padre: Felle però si sentiva in fondo un po' triste, pensando alla festa strana della casa dei vicini.
Al terzo tocco della messa, il nonno del fidanzato batté il suo bastone sulla pietra del focolare.
- Oh, ragazzi, su, in fila.
E tutti si alzarono per andare alla messa. In casa rimase solo la madre, per badare agli spiedi che girava lentamente accanto al fuoco per far bene arrostire la carne del porchetto.
I figli, dunque, i fidanzati e il nonno, che pareva guidasse la compagnia, andavano in chiesa. La neve attutiva i loro passi: figure imbacuccate sbucavano da tutte le parti, con lanterne in mano, destando intorno ombre e chiarori fantastici. Si scambiavano saluti, si batteva alle porte chiuse, per chiamare tutti alla messa.
Felle camminava come in sogno; e non aveva freddo; anzi gli alberi bianchi, intorno alla chiesa, gli sembravano mandorli fioriti. Si sentiva insomma, sotto le sue vesti lanose, caldo e felice come un agnellino al sole di maggio: i suoi capelli, freschi di quell'aria di neve, gli sembravano fatti di erba. Pensava alle cose buone che avrebbe mangiato al ritorno dalla messa, nella sua casa riscaldata, e ricordando che Gesù invece doveva nascere in una fredda stalla, nudo e digiuno, gli veniva voglia di piangere, di coprirlo con le sue vesti, di portarselo a casa sua.
Dentro la chiesa continuava l'illusione della primavera: l'altare era tutto adorno di rami di corbezzolo coi frutti rossi, di mirto e di alloro: i ceri brillavano tra le fronde e l'ombra di queste si disegnavano sulle pareti come sui muri di un giardino.
In una cappella sorgeva il presepio, con una montagna fatta di sughero e rivestita di musco: i Re Magi scendevano cauti da un sentiero erto, e una cometa d'oro illuminava loro la via.
Tutto era bello, tutto era luce e gioia. I Re potenti scendevano dai loro troni per portare in dono il loro amore e le loro ricchezze al figlio dei poveri, a Gesù nato in una stalla; gli astri li guidavano; il sangue di Cristo, morto poi per la felicità degli uomini, pioveva sui cespugli e faceva sbocciare le rose; pioveva sugli alberi per far maturare i frutti.
Così la madre aveva insegnato a Felle e così era.
- Gloria, gloria - cantavano i preti sull'altare: e il popolo rispondeva:
- Gloria a Dio nel più alto dei cieli.
E pace in terra agli uomini di buona volontà.
Felle cantava anche lui, e sentiva che questa gioia che gli riempiva il cuore era il più bel dono che Gesù gli mandava.
All'uscita di chiesa sentì un po' freddo, perché era stato sempre inginocchiato sul pavimento nudo: ma la sua gioia non diminuiva; anzi aumentava. Nel sentire l'odore d'arrosto che usciva dalle case, apriva le narici come un cagnolino affamato; e si mise a correre per arrivare in tempo per aiutare la mamma ad apparecchiare per la cena. Ma già tutto era pronto. La madre aveva steso una tovaglia di lino, per terra, su una stuoia di giunco, e altre stuoie attorno. E, secondo l'uso antico, aveva messo fuori, sotto la tettoia del cortile, un piatto di carne e un vaso di vino cotto dove galleggiavano fette di buccia d'arancio, perché l'anima del marito, se mai tornava in questo mondo, avesse da sfamarsi.
Felle andò a vedere: collocò il piatto ed il vaso più in alto, sopra un'asse della tettoia, perché i cani randagi non li toccassero; poi guardò ancora verso la casa dei vicini. Si vedeva sempre luce alla finestra, ma tutto era silenzio; il padre non doveva essere ancora tornato col suo regalo misterioso.
Felle rientrò in casa, e prese parte attiva alla cena.
In mezzo alla mensa sorgeva una piccola torre di focacce tonde e lucide che parevano d'avorio: ciascuno dei commensali ogni tanto si sporgeva in avanti e ne tirava una a sé: anche l'arrosto, tagliato a grosse fette, stava in certi larghi vassoi di legno e di creta: e ognuno si serviva da sé, a sua volontà.
Felle, seduto accanto alla madre, aveva tirato davanti a sé tutto un vassoio per conto suo, e mangiava senza badare più a nulla: attraverso lo scricchiolio della cotenna abbrustolita del porchetto, i discorsi dei grandi gli parevano lontani, e non lo interessavano più.
Quando poi venne in tavola la torta gialla e calda come il sole, e intorno apparvero i dolci in forma di cuori, di uccelli, di frutta e di fiori, egli si sentì svenire: chiuse gli occhi e si piegò sulla spalla della madre. Ella credette che egli piangesse: invece rideva per il piacere.
Ma quando fu sazio e sentì bisogno di muoversi, ripensò ai suoi vicini di casa: che mai accadeva da loro? E il padre era tornato col dono?
Una curiosità invincibile lo spinse ad uscire ancora nel cortile, ad avvicinarsi e spiare. Del resto la porticina era socchiusa: dentro la cucina le bambine stavano ancora intorno al focolare ed il padre, arrivato tardi ma sempre in tempo, arrostiva allo spiedo la coscia del porchetto donato dai vicini di casa.
Ma il regalo comprato da lui, dal padre, dov'era?
- Vieni avanti, e va su a vedere - gli disse l'uomo, indovinando il pensiero di lui.
Felle entrò, salì la scaletta di legno, e nella cameretta su, vide la madre di Lia assopita nel letto di legno, e Lia inginocchiata davanti ad un canestro.
E dentro il canestro, fra pannolini caldi, stava un bambino appena nato, un bel bambino rosso, con due riccioli sulle tempie e gli occhi già aperti.
- È il nostro primo fratellino - mormorò Lia. - Mio padre l'ha comprato a mezzanotte precisa, mentre le campane suonavano il "Gloria". Le sue ossa, quindi, non si disgiungeranno mai, ed egli le ritroverà intatte, il giorno del Giudizio Universale. Ecco il dono che Gesù ci ha fatto questa notte.

PROPOSITI DI NATALE, PER TUTTO L'ANNO...

Ti suggerisco di sorridere un po' più forte, di abbracciare un po' più stretto, di guardare più intensamente e di baciare come se fosse sempre il primo bacio. Dopotutto cos'è il Natale, se non una possibilità che diamo a noi stessi per essere quello che vorremmo essere tutto il resto dell'anno!?!

L'ANGOLO MAGICO DI NATALE

ASTRAGALOMANZIA - è una divinazione mongola antica tradizionale, che permette di predire il futuro e conoscere la risposta alla tua domanda. Per la divinazione vengono usati gli ossicini della caviglia di pecora, spesso dipinti di colori vivaci. I Mongoli ancora oggi si scambiano gli astragali in segno di amicizia.

P.S.: vale sempre la regola di una domanda chiara e diretta, senza dire una cosa ed il suo contrario e su un argomento non "indagato" di recente con altri mezzi divinatori (mi raccomando ricordate la Lunazione)




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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 8:15 am

Devo una risposta a melettina da ieri  Smile ecco il responso dei MO per te. Ti regalano RA - TSA ossia "LO ZAR DELLA FORZA"
E’ un segno delle azioni decisive. Attiva le tue capacità e dimostra agli altri che sei un leader. Non fare sforzi su te stesso. Fidati della tua intuizione. Tradotto, gli sforzi per la felicità sono di tutti, ma il più forte spetta a te, perché sei anche la sola con doti particolari.

Problema (la domanda che hai posto). Non perdere il tempo per i nonnulla. Getta le fondamenta per i grandi affari che cambieranno la tua vita.
Famiglia. La tua autorità è indiscutibile. Diventa per i tuoi cari il patrono saggio e benevolo. Ricordati l'autocontrollo.
Vita privata. Dire quello che pensi potrebbe essere pericoloso, cerca di essere diplomatica.
Amici. Non è il momento giusto per fare nuove conoscenze. Dai più attenzione ai vecchi amici.
Malevoli. Sei più forte dei nemici, ma non esasperare le discordie. E’ meglio diplomazia che minacce e pressione.
Tempo libero. Lascia margine alla fantasia e porta le emozioni piacevoli alle persone care.
Affare concreto (sempre in relazione alla domanda). Evita le improvvisate e non affidarti al caso. Il tuo successo è nelle prudenza e nei consigli giusti.




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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 8:27 am

buongiorno Sorellina come andiamo ? avuto l'esito degli esami ? .... pongo la mia domanda riusciro' entro questo anno ad avere il divorzio o almeno ad iniziare la pratica ? il mio ex Roberto 26/9/56
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 9:33 am

Ciao sorellona  Smile sicura che non abbiamo già guardato, di recente, con le carte questa situazione?  scratch scratch scratch scratch scratch scratch scratch controllo sul mio grimorio Smile 
Ancora niente esiti, voglio prenderlo come un buon segno  Wink 

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 9:36 am

Buongiorno dolcissima,
Vorrei chiedere se vedi che faro nuove amicizie..
Sai ieri il mo mi diceva di andare dagli amici e divertirmi....bene magari!!!!! Il fatto e che non ho amiche ....
Ecco allora vorrei sapere se ci sara modo per me di fare nuove amicizie....cosi si che potro divertirmi.
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 9:58 am

Ciao giadina  Smile i MO...come tutti i metodi divinatori...parlano oltre le righe. Ossia non bisogna prenderli alla lettera, ma interpretarli e dare loro un significato ampio, quindi gli amici ce li hai già...devi solo ributtarti nella mischia e partecipare alla vita del forum, come hai sempre fatto...perché anche se con i nuovi amici stai muta come un pesce, sei sempre nella stessa situazione  Wink vediamo cosa dicono gli astragali sulle nuove conoscenze  Smile Allora sono usciti due astragali gialli opposti  Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes uno rosa ed uno azzurro, per cui il responso è "adesso non hai fortuna" Tradotto, per ora non ci sono nuovi amici in vista

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:02 am

Lunetta incrocio le dita per te I love you ....mi sa che per la ma domanda è vero ti avevo chiesto l'11/11 se sarei riuscita ad avere il divorzio consensuale e dicevi che per quello consensuale la vedevi dura ... è la stessa domanda anche se è "se avro' undivorzio consensuale o meno entro l'anno ?" ... se non si puo' più fare allora te ne faccio un altra se mio figlio Daniele 30/9/88 troverà un lavoro
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:04 am

Sorellona avevo ragione questa domanda è stata fatta con le "pettegole" l'11 Novembre per cui ancora non è passata una Lunazione e per di più, avendola fatta alle carte ha un arco di tempo di previsione di almeno 3 mesi, per cui devi cambiare domanda  Wink su libera la fantasia  Smile 

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:07 am

Ecco questa è una domanda nuova  Wink dunque dunque...per Daniele sono usciti 3 astragali azzurri consecutivi (il primo, il secondo e il terzo) e uno rosa, per cui il responso è "Le circostanze e le forze esterne influenzeranno la situazione." Tradotto è un sì condizionato dalla situazione economica generale, però con l'aiuto di qualcuno riuscirà a trovare lavoro

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:07 am

Grazie...
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:18 am

DolceLuna ha scritto:
Devo una risposta a melettina da ieri  Smile ecco il responso dei MO per te. Ti regalano RA - TSA ossia "LO ZAR DELLA FORZA"
E’ un segno delle azioni decisive. Attiva le tue capacità e dimostra agli altri che sei un leader. Non fare sforzi su te stesso. Fidati della tua intuizione. Tradotto, gli sforzi per la felicità sono di tutti, ma il più forte spetta a te, perché sei anche la sola con doti particolari.

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Grazie Lunetta  Very Happy  Quindi se non ho capito male la serenità in famiglia arriverà si grazie all'impegno di tutti , ma io sono quella  che porterà una cambiamento decisivo?
Da ricordare : saggezza ,  prudenza , autocontrollo e diplomazia..
Ehm ho doti particolari? Rolling Eyes 
Grazie ancora!! Ah l'immagine con gli angioletti sono sempre tanto dolci  I love you 





Ultima modifica di meletta il Mar Dic 10, 2013 10:19 am, modificato 1 volta
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esmeralda
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:18 am

buongiorno!!!!
allora Lunettina la mia domanda riguarda il mio acquario, che per la serie "vivere tranquilli mai?" lavorativamente parlando intendo, ha avuto una proposta di andare a lavorare presso un altro ente, con una qualifica superiore..però come ben sai ci sono di mezzo autorizzazioni & c. varie
quindi ricapitolando -- la domanda è : N cambia sede di lavoro?
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DolceLuna
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:29 am

Melettina hai capito bene  Smile 

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:32 am

Allora cara esmeraldina  Smile l'Acquario cambierà sede di lavoro, ma non a breve. Infatti sono usciti due astragali azzurri consecutivi e due verdi consecutivi, quindi è un sì condizionato al superamento di ostacoli (la burocrazia appunto)

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 10:38 am

grazie lunetta!!sono davvero contenta per lui cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers .. la sua realizzazione professionale mi sta a cuore , se lo merita proprio!
. certo aiuto da parte sua per la gestione casa e figli sarà pari a zero  affraid  affraid  affraid . aiutooooooo chissà se ce la farò!
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 11:25 am

grazie luna, spero veramente per mio figlio che riesca a trovare un lavoro e sperosempre che qualcuno di "estrno " lo aiuti ...il lavoro gli permetterà almeno di aprirsi un po' di più al mondo ...
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samos

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 5:17 pm

Ciao Lunettaaaa cheers  cheers  cheers 
questo metodo di divinazione me lo ricordo dall'anno scorso ( l'heizlhaimer , sempre che si scriva così , non è ancora incalzante  Razz  Razz ) e devo dire che mi avevano portato bene ....quindi quest'anno , come  l'anno scorso , chiederò ai nostri ossicini di pecora se il mio 2014 sarà emotivamente sereno e splendido come quello che si sta concludendo ...in cui non è accaduto nulla di esaltante ma mi sentivo in ottima forma  cheers  cheers  cheers 
poi mi chiedo ... scratch  scratch  scratch ma tutti sti metodi di divinazione  study  study  study  study do li tieni??? avrai uno studiolo diviso per sezioni  Razz  Razz .....
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DolceLuna
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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 5:55 pm

Ciao samossina  Smile partiamo dal fondo  Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing tutti questi metodi di divinazione hanno a disposizione una casa intera...infatti sono tutti ben disposti nella casa dei miei nonni, che ormai è purtroppo disabitata, per cui, al bisogno vado, prendo e utilizzo. I mazzi di carte, invece, viaggiano con me, in un cofanetto che ho preso in India anni fa, in uno sperduto villaggio dell'entroterra, quando sono andata a farmi l'anno sabbatico e fare pace con me stessa e con il mondo  Wink ora passiamo agli astragali ed alla loro risposta per te  Smile Hai attirato ben 4 astragali dello stesso colore. Infatti, per te sono usciti 4 astragali azzurri, il che è un sì pieno ed indiscutibile!!!la sola nota stonata viene dall'esterno, dove qualcuno potrebbe tentare di farti qualche cattiveria, solo per il gusto di farti soffrire, per gelosia della tua serenità e gioia...ora, gli astragali ti dicono "non farci caso, cerca solo di captare la falsità della cattiveria che si tenterà di farti e vai avanti diritta per la tua strada"

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MessaggioTitolo: Re: 10 DICEMBRE 2013   Mar Dic 10, 2013 6:03 pm

cheers  cheers  cheers grazie Lunettaaaaaa cheers  cheers  cheers  non potrei desiderare di meglio ....

per quanto riguarda "l'esterno"....ma chi osa mettersi farmi delle cattiverie scratch  scratch  scratch , a me , uno scorpioncino così docile e pacifico  Twisted Evil  Twisted Evil  Twisted Evil  Twisted Evil  Twisted Evil  Twisted Evil 
 Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy 
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