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 SANT’UGO DI GRENOBLE

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MessaggioTitolo: SANT’UGO DI GRENOBLE   Sab Apr 02, 2016 12:59 pm



Si celebra il: 1° Aprile

Muore a: Grenoble

Patronato: Al momento non gli si riconoscono patronati

Etimologia: Ugo = spirito perspicace, dal tedesco

Emblema: Bastone Pastorale

Martirologio Romano: Sant'Ugo di Grenoble venne alla luce nel 1053 a Châteauneuf-sur-Lers per questo è noto anche come Sant’Ugo di Châteauneuf), nel Delfinato, e morì a Grenoble il 1° aprile 1132 dopo 52 anni di episcopato nella città francese. Nato da nobile famiglia, fu educato dalla madre a una vita di elemosina, preghiera e digiuno. A soli 27 anni era già vescovo di Grenoble. Da allora, per tutta la vita, conciliò con abnegazione l'attrazione fortissima verso la vita eremitica e il cenobio e la fedeltà al servizio episcopale, che svolse con grande ardore, secondo lo spirito di riforma della Chiesa che caratterizzò il pontificato di Gregorio VII. A Grenoble in Burgundia, nell’odierna Francia, sant’Ugo, vescovo, che si adoperò per la riforma dei costumi del clero e del popolo e, durante il suo episcopato, amando ardentemente la solitudine, donò a san Bruno, un tempo suo maestro, e ai suoi compagni l’eremo di Chartroux, di cui fu pure primo abate; resse la sua Chiesa per circa cinquant’anni con l’esempio premuroso della sua carità.

La celebrazione liturgica o il culto: Un vescovo precocissimo: è stato consacrato a soli 27 anni, e messo a capo della diocesi di Grenoble. Ma è anche un vescovo recalcitrante, che appena due anni dopo si dimette, e va a fare il monaco senza gradi in una comunità benedettina. Però chi l’ha messo in cattedra a Grenoble non è disposto a tollerare abbandoni, neppure per umiltà. E’ il Papa che vuole liberare la Chiesa da ignoranza, avidità e scostumatezza sempre più sfacciate, e che per arrivarci è pronto allo scontro con tutti: dignitari laici ed ecclesiastici, prìncipi, re e imperatori. E' Gregorio VII, insomma: perciò Ugo, a un suo ordine, se ne ritorna a Grenoble e riprende le sue responsabilità episcopali. Ripulisce, corregge, allontana gente indegna. E soprattutto insegna, per sconfiggere l’ignoranza. Lui da giovane ha studiato a Valence e a Reims, e tra i professori ha avuto anche Bruno di Colonia, il dottissimo e severo Bruno, che contribuirà alla cacciata del suo vescovo perché si è comprata la cattedra. Papa Gregorio è ora contento di Ugo: nella sua diocesi la riforma cammina. Ed ecco capitare a Grenoble appunto Bruno di Colonia, con un gruppetto di compagni. L’antico professore, dopo un periodo di vita monastica a Molesme, se n’è andato perché ha in mente un progetto nuovo di comunità, che è insieme cenobio ed eremo, vita comune e solitudine, sempre sui due pilastri della preghiera e del lavoro. Il vescovo Ugo è prontissimo ad aiutarlo, e nella zona montuosa detta Cartusia (Chartreuse, in francese) gli assegna il territorio sul quale sorgerà poi la Grande Chartreuse, luogo di nascita degli operosissimi monaci chiamati subito Certosini: una forza nuova per la rigenerazione della Chiesa. Il vescovo Ugo serve i successori di Gregorio VII con tutta la sua energia, stimolando vivacemente anche l’opera dei monaci di Cluny, in Francia e poi in tutta Europa. Ma rimpiangendo al tempo stesso la vita monastica, durante i pontificati (alcuni brevissimi) di Vittore III, Urbano II, Pasquale II, Gelasio II e Callisto II. Giunto al suo sesto Papa – Onorio II, di Imola – gli chiede formalmente di essere dispensato dall’incarico di vescovo, con una motivazione che sembra ineccepibile: "Ho superato i settant’anni, sono malato, e qui ci vogliono energie nuove". Papa Onorio non ha la grinta di Gregorio VII. Ma conosce bene Ugo e sa che cosa rappresenta per il suo popolo e per la Chiesa di Francia. Così, gli risponde con una lettera che sostanzialmente dice: “so dei tuoi anni e delle malattie; ma preferisco te malconcio a chiunque altro, anche giovane e robusto.” Così Ugo guida la diocesi anche per tutto il pontificato di Onorio. E prima di morire, dopo 52 anni di episcopato, vedrà salire in cattedra un altro Papa ancora: il romano Innocenzo II.

Località di cui è patrono: Non ci sono località di cui sia patrono

Preghiere:

PREGHIERA DEL PERDONO ATTRAVERSO SANT’UGO

Signore, esaudisci le preghiere
che t’innalziamo nella solennità
del tuo beato confessore e pontefice Ugo
e per l’intercessione e i meriti di lui,
che seppe servirti degnamente,
assolvici da tutti i nostri peccati.

Novene: Al momento non si conoscono novene dedicate a Sant’Ugo di Grenoble

Iconografia: Sant’Ugo di Grenoble è rappresentato nelle sue vesti di vescovo oppure nelle vesti di frate certosino, pur non essendolo mai diventato, e contornato dalle sette stelle. Questa iconografia è dovuta ad un sogno profetico fatto da Ugo, secondo cui dette l’opportunità a Maestro Bruno di poter avviare la vita eremitica e cenobitica. Come tutti sappiamo, Ugo è il protagonista del sogno premonitore delle “sette stelle”, che apparvero l’indomani mattina come pellegrini in cerca del luogo idoneo dove poter esercitare la loro missione. Il caritatevole vescovo, non esitò ad indicare a Bruno ed i suoi sei amici il luogo donatogli dove stabilirsi per poter cominciare la nuova esperienza: il deserto di Cartusia L’amicizia con Bruno ed il desiderio di poter vivere nell’ascesi, nel silenzio, per incontrare Dio, lo portarono a chiedere ripetutamente di essere dispensato dalle funzioni vescovili. Purtroppo la sua richiesta non venne mai accolta, ed egli si limitò a vivere certosinamente, ed a frequentare Bruno ed i suoi seguaci. Ugo essendo attratto dalla loro vita solitaria, si recava spesso a trovarli, e si narra che era sua consuetudine trattenersi con i monaci più del previsto e che talvolta Maestro Bruno doveva ricordargli:: “Ite ad oves vostras “ ovvero lo esortava a ritornare in sede a curare il suo gregge.

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